Regole
in uso per la grafia dei Resoconti parlamentari.
Ritengo opportuno riassumere le principali regole in uso per la grafia
dei Resoconti parlamentari, sia allo scopo di rendere più agevole il comune
lavoro, evitando incertezze e perdite di tempo, sia per rendere quanto più
possibile omogenea la veste grafica degli Atti parlamentari, prevenendo
discrasie e difformità interpretative.
Abbreviazioni,
numeri, sigle.
1)
la regola è nel senso di evitare abbreviazioni ogni volta che questo sia
possibile;
quindi:
-
45
chilometri, e non 45 km.;
-
30
metri quadrati, e non 30 mq.;
-
20
tonnellate, e non t. 20;
-
3
per cento, e non 3%;
-
cento
lire, e non L. 100;
-
tre
quarti, e non 3/4;
-
legge
10 febbraio 1949, n. 25, e non l. 10.2.1949, n. 25;
-
decreto-legge
21 gennaio 1983, n.9, e non d.l. 21.1.1983, no 9;
-
onorevole
Silvestri, e non on. Silvestri;
-
articolo
20, e non art. 20;
-
primo
comma, e non 1° comma, o c. 1;
-
la
legge del 1937, e non la legge del '37;
-
lavori
pubblici, e non LL.PP.;
-
ordine
del giorno, e non o.d.g.;
-
ultimo
scorso, e non u.s.;
-
prossimo
venturo, e non p.v.;
-
servizio
permanente effettivo, e non S.P.E.;
-
due
o tre, e non 2 o 3;
-
chilowattore,
e non KWore.
Queste regole non si osservano nel caso di eventuale riproduzioni di tabelle,
che normalmente si riportano come negli originali.
2)
I numeri contenuti nel contesto di discorsi vanno scritti preferibilmente
in forma mista di cifre e lettere quando si tratti di miliardi, milioni,
migliaia, semprechè questo non allunghi troppo l'espressione, quindi:
-
15.000.000.000.000
va scritto 15 mila miliardi;
-
30.430.000.000.000
va scritto 30.430 miliardi;
-
5.000.000.000
va scritto 5 miliardi;
-
7.120.000.000
va scritto 7 miliardi 120 milioni;
-
8.000.000
va scritto 8 milioni;
-
4.150.000
va scritto 4 milioni 150 mila;
-
785.
000 va scritto 785 mila ;
-
65.350
va scritto 65 mila 350;
-
10.000
va scritto 10 mila;
ma il
numero
-
5.120.450.000
si scriverà in cifre; e così i numeri 632.355.615, 1.290.300, ecc.
Anche
questa regola non si osserva nelle tabelle, in cui le espressioni
numeriche si riportano sempre in cifre.
3)
Le sigle vanno sempre indicate in lettere tutte maiuscole, senza punti di
chiusura delle lettere o delle sillabe (FIAT, e non F.I.A.T; ONU, e non O.N.U. o
"Onu"; SVIMEZ, e non SVI.MEZ. o "Svimez"; RAI-TV, e non
R.A.I.-T.V. o Rai-Tv; ecc.). '
Carattere
corsivo
Vanno
scritti in corsivo (e, quindi, negli originali, sottolineati con una sola riga):
1)
i titoli dei trattati, dei libri, dei giornali, delle agenzie di stampa
delle riviste, delle opere teatrali, dei film, i nomi delle navi (quindi:
Commentario alla Costituzione italiana, Il Milione di Marco Polo, Il Tempo, Il
Corriere della sera, La Gazzetta ufficiale, Il Resto del Cer1ino, l'Ansa,
l'agenzia Italia, l'incrociatore Aurora, l'Am1eto, l'Aida, il film Senso di
Luchino Visconti). Come si vede dagli esempi citati, nei titoli si può
derogare, secondo l'uso, alle norme per l'impiego delle maiuscole riportate più
sotto.
Per
i titoli dei giornali e delle riviste si può anche impiegare nel
contesto dei discorsi la preposizione articolata, in tondo, eliminando
l'articolo dal titolo, che va sempre in corsivo (es.: ho letto sul Messaggero).
I titoli dei capitoli dei libri e degli articoli di giornali e riviste vanno
scritti in carattere tondo e fra virgolette (es.: l'articolo: "Ribassa il
costo del 'denaro" su Il Globo di stamane, oppure: sul Globo di
stamane;
il capitolo "La crisi di governo per dimissioni volontarie" del libro
di Silvano Labriola Il Governo e alcune sue funzioni).
2)
I vocaboli di lingua straniera o di lingua morta (quindi: holding, trust,
Diktat, Hinterland, tout court, grosso modo, pro capite, iuris tantum, idem,
ibidem, de iure, de facto, a priori, a posteriori, memorandum, deficit,
referendum, pro e contra, slogan, bis, ter, quater, ecc.). Le parole ormai
italianizzate,' come film, sport, alcole, tè, vermut, vanno scritte in tondo
nelle grafie indicate, e restano invariate al plurale.
3)
I vocaboli trascritti da alfabeti non latini, per i quali la trascrizione
in caratteri latini seguirà le norme d'uso più comune (dal greco: nòmos, stàseis,
agorà, nìke thàlassa; dal cirillico; dal cirillico kolchoz, niet,
nomenklatura, samovar; dal giapponese: tenno, kamikaze; dal cinese : karatè,
pinyin; dall'arabo: kaaba, ecc.).
Non
va mai usato il carattere corsivo nel contesto del discorso come rafforzativo di
determinate parole o frasi.
Grafia
di alcune parole e frasi
l)
Per le parole (o le frasi) sotto elencate e per i loro eventuali derivati va
usata la seguente grafia:
contraddittorio,
contraddizione, cosiddetto, decina, decreto-legge (e non: decreto legge),
soddisfatto, soprattutto, manodopera, obiettivo, obiezione; criteri, vari,
principi, benefici (e non: criterii, vari, principii, beneficii); province,
rinunce (e non: provincie, rinuncie); po' (e non: pò); promemoria (e non: pro
memoria); qual è (e non: qual'è).
2)
Usare le locuzioni "adempiere i doveri" (in luogo di: adempiere ai
doveri); "assolvere alle funzioni" (in luogo di: assolvere le
funzioni); "componenti il" (in luogo di: componenti del) , oppure:
"membri del"; "insieme con" (in luogo di: insieme a) ,
oppure: "assieme a" ; "nonostante" (in luogo di :
"malgrado" davanti a sostantivi; nonostante il freddo, non: malgrado
il freddo; ma: mio malgrado, malgrado te); per, al fine di (in luogo di:
"onde"); sia ...sia (e non: sia ...che); tanto... quanto (e non: tanto
...che).
3)
Non usare i pronomi quello, quella, quelli, quelle, in luogo...degli articoli:
il (lo), la, i (gli), le.
4)
Per le frasi riportate tra virgolette, non andare mai a capo nell'interno
- di un virgolato iniziato non a capo: se il virgolato inizia con un capoverso e
comprende capoversi successivi, le virgolette di apertura vanno ripetute ad ogni
capoverso, quelle di chiusura vanno messe soltanto al termine dell'intero brano.
Ricordare che i segni d'interpunzione vanno posti all'esterno delle virgolette
(". e non .").
5)
Quando i puntini sottintendono un omissis, racchiuderli tra
parentesi (...).
6)
Quando si usano le lineette in luogo delle parentesi prima e dopo un
inciso, successivamente alla seconda lineetta non vanno posti, di regola, segni
d'interpunzione (non usare, quindi, le sequenze -; -: -.E' tollerata la sequenza
-,).
Iniziale
maiuscola o minuscola
I
nomi comuni di cosa o di persona vanno scritti con iniziale minuscola,
anche quando indichino cariche od enti (quindi: ministro dell'interno, capo di
gabinetto, gabinetto del ministro, onorevole deputato, senatore, regione,
provincia, comune, consiglio regionale, giunta, assessore, consigliere, sindaco,
statuto, corte d'appello, tribunale, procuratore generale, pretore, prefetto,
dottore, ente, società, consiglio d'amministrazione, decreto, legge, testo
unico, legislatura, università, facoltà universitaria, congresso, convegno,
conferenza, teatro, intendente di finanza, valle, via, piazza, patria, nazione,
ecc.),. con le seguenti eccezioni:
l)
La parola "Stato", intesa nella sua accezione istituzionale ,
si scrive sempre con iniziale maiuscola, anche quando indichi. lo
Stato italiano o sia impiegata al plurale (quindi: Stato italiano, Stato
francese, Stato federale, sottosegretario di Stato, avvocatura dello Stato,
accordo tra Stati; ma: stato maggiore dell'esercito, stato civile, stato
d'insofferenza);
2)
La parola "Repubblica" si scrive con iniziale maiuscola
solo se usata al singolare per indicare la Repubblica italiana o come primo
termine del nome proprio di uno Stato (quindi: procuratore della
Repubblica, forze armate della Repubblica, Repubblica di San Marino, Repubblica
francese, Repubblica federale tedesca, Repubblica popolare cinese; ma:
repubblica presidenziale, repubbliche sudamericane, il concetto di repubblica);
3)
le parole "Assemblea" , "Commissione" , "Comitato"
, "Giunta", si scrivono
con
iniziale maiuscola solo quando si riferiscono, al
singolare o al plurale, ad organi parlamentari (quindi:
l'Assemblea di Montecitorio, da preferire al termine "Aula" per
indicare il plenum; l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; la
Commissione difesa della Camera; la Commissione politica del Parlamento europeo;
la Commissione d'inchiesta sulla loggia massonica "2"; le Assemblee
parlamentari; il Comitato dei nove; il Comitato parlamentare per i servizi di
sicurezza; le Commissioni competenti dei due rami del Parlamento; la Giunta per
il regolamento; ma: assemblea sindacale, assemblea regionale siciliana, giunta
militare argentina, comitato promotore, il comitato di sicurezza dell'ONU,
commissione ministeriale, commissione consiliare, commissione di disciplina,
commissione di studio);
4)
le denominazioni delle organizzazioni internazionali, degli organismi
comunitari, degli organi costituzionali (o a rilevanza
costituzionale) dello Stato italiano, degli organi ed enti "unici"
vanno scritte con iniziale maiuscola, se usate al singolare e come nome
proprio, limitatamente alla prima parola della denominazione, qualora questa sia
un sostantivo; se la prima parola è un aggettivo, la iniziale maiuscola va
impiegata per l'aggettivo e per il susseguente sostantivo. Le denominazioni
degli organi ed enti "plurimi" vanno invece scritte con
iniziale minuscola (es.: Organizzazione delle nazioni unite, Comunità
economica europea, Parlamento europeo, Alta Autorità della Comunità europea
del carbone e dell'acciaio, Presidenza della Repubblica, Presidenza del
Consiglio dei ministri, Governo, Gabinetto, Consiglio di gabinetto, Corte
costituzionale, Parlamento, Camera dei deputati, Consiglio nazionale
dell'economia e del lavoro, Ministero dell'interno, i ministri competenti, forma
di governo, crisi di governo, provveditorato agli studi di Frosinone, i
ministeri dell'industria e delle finanze, Corte costituzionale, Consiglio di
Stato, Corte dei conti, Suprema Corte di cassazione, la Cassazione, corte
d'appello di Bari, tribunale di Roma, Supremo Tribunale della signatura
apostolica, Tribunale supremo militare, Arma dei carabinieri, corpo d'armata,
Corpo della guardia di finanza, Consiglio nazionale delle ricerche, Istituto
nazionale della previdenza sociale, Federazione nazionale dei consorzi agrari,
consorzio agrario di Viterbo, tenenza dei carabinieri, commissariato di polizia,
Banca d'Italia, Banca nazionale dell'agricoltura, banche d'interesse nazionale,
Ente nazionale idrocarburi, enti di gestione delle partecipazioni statali,
Montedison, Confindustria, Confederazione generale italiana del lavoro,
sindacato provinciale tessili, partito socialista italiano, ecc.);
5)
vanno scritte con iniziale maiuscola le parole che indichino, al
singolare, un Capo di Stato o di Governo italiano od estero,
limitatamente alla prima, se questa è un sostantivo, o anche per la seconda
parola, se la prima è un aggettivo (e dunque: Presidente della Repubblica, Capo
dello Stato, Presidente del Consiglio dei ministri, Papa, Sommo Pontefice,
Cancelliere del Reich, Re del Siam, Zar di Russia, Presidente degli Stati Uniti,
Primo Ministro, procuratore del Re, per ordine del Re; ma: gli zar di Russia, i
presidenti di repubblica, i re d'Italia. La parola "Presidente"
, oltre che nei casi su indicati, va scritta con iniziale maiuscola quando
indichi il Presidente di una organizzazione internazionale, di un organismo
comunitario, o di uno dei due rami del Parlamento italiano, di un organo
costituzionale o a rilevanza costituzionale dello Stato italiano; lo
stesso dicasi per la parola "Vicepresidente" (e dunque:
Presidente dell'Assemblea generale dell'ONU, Presidente del Parlamento europeo,
Presidente della Camera dei deputati, Vicepresidente del Senato della
Repubblica, Vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura,
Presidente del Consiglio di Stato, Presidente del C.N.E.L., Primo Presidente
della Corte di cassazione, ma: presidente della Commissione parlamentare sul
fenomeno della mafia, vicepresidente della Commissione giustizia della Camera,
presidente dell'ENI, presidente del partito liberale italiano);
6)
per le denominazioni geografiche o geo-politiche, si usa l'iniziale
maiuscola anche quando siano utilizzati nomi comuni o aggettivi
sostantivizzati, sempre limitatamente alla prima parola se questa è un
sostantivo, o anche per la seconda parola, se la prima è un aggettivo (e
quindi: Medio Oriente, Unione delle repubbliche socialiste sovietiche, i valori
dell'Occidente, il Mezzogiorno, il Meridione, il Napoletano, il Nocerino sarnese).
Fanno eccezione i termini: "Stati Uniti" e "Unione Sovietica"
, in cui anche la seconda parola è usata con iniziale maiuscola, nonostante sia
un aggettivo. Fanno anche eccezione i casi in cui la seconda parola, pur essendo
un aggettivo, rappresenta il principale elemento di identificazione del nome:
Monte Bianco, Monte Rosa, Lago Maggiore, Mar Nero, Mar Rosso, Oceano Pacifico,
Oceano Indiano, eccetera.
L'iniziale
delle denominazioni dei popoli o degli aderenti a determinati partiti o
confessioni è invece sempre minuscola (gli italiani, i napoletani, gli
americani, i sovietici, i cristiani, i comunisti);
7)
la parola "Santo", va usata con iniziale maiuscola se
usata come denominazione geografica o come toponimo, con iniziale
minuscola negli altri casi (quindi: San Francisco in California, ma: san
Francesco d'Assisi; piazza Santi Apostoli, ma: i santi discepoli di Gesù;
basilica di San Lorenzo in Lucina, ma: miracolo di san Gennaro; San Giovanni
Rotondo, ma; san Giovanni evangelista);
8)
la parola "Chiesa" va usata con iniziale maiuscola solo
se usata per indicare la Chiesa cattolica. Le iniziali maiuscole vanno impiegate
anche per il termine "Santa Sede".
Gian Franco Ciaurro